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Si terrà presso la sede di Confindustria la prima edizione dell’evento promosso dallo Studio Legale Pavia e Ansaldo, Confindustria Assafrica & Mediterraneo e Unido 

I tassi di sviluppo del PIL dei Paesi dell’Africa orientale superano il 5 per cento annuo, una crescita economica (la più repentina del continente negli ultimi dieci anni) che accompagna contestualmente quella demografica. A questo territorio e alle opportunità di business per l’imprenditoria italiana è dedicato il primo Eastern Africa Business Forum che si terrà l’11 giugno a Roma presso la sede di Confindustria (viale dell’Astronomia, 30) dalle ore 9.30. L’iniziativa è promossa da Studio Legale Pavia e Ansaldo, Confindustria Assafrica & Mediterraneo e Unido. Lo studio di comunicazione The Skill è communication partner.

L’evento si annuncia di assoluto rilievo trattandosi al tempo stesso del primo incontro dopo l’entrata in vigore del trattato AfCFTA (African Continental Free Trade Area) e della prima occasione ufficiale di confronto tra i rappresentanti di Etiopia ed Eritrea dopo la fine del conflitto tra i due Paesi.

Dal settore dell’agro-food all’energia, dal trattamento dei rifiuti all’industria farmaceutica, dall’ethical fashion all’economia solidale: tanti gli spunti di analisi e discussione che arricchiranno il programma. Dieci gli Stati coinvolti: Burundi, Unione delle Comore, Gibuti, Eritrea, Etiopia, Kenya, Somalia, Sud Sudan, Tanzania e Uganda. Al centro degli interventi degli ambasciatori le country presentation con riferimento a industrializzazione, acquisizione di know how e tecnologizzazione, ma anche le possibilità di sviluppo nel rapporto con l’Italia e reciproci benefici economici e sociali.

“L’incontro con i Paesi dell’Est Africa – spiega Mario Di Giulio, head of Africa Desk dello Studio legale Pavia e Ansaldo – da sempre ben propensi alle relazioni con l’Italia, costituisce occasione di crescita a beneficio di tutte le parti interessate. Dobbiamo tenere conto del fatto che, nella guerra commerciale in atto nel mondo, Africa ed Europa sono invece i due continenti che sono rimasti aperti al libero scambio (si veda il trattato AfCFTA) e volti all’armonizzazione delle legislazioni (si pensi all’EAC, all’OHADA, alla nostra Unione europea). La Brexit, in piena controtendenza, potrebbe compromettere le relazioni con il Regno Unito di vari Paesi africani (che vedrebbero pregiudicate le proprie esportazioni) a tutto vantaggio dell’Italia e degli altri Stati europei”.

Ai lavori parteciperanno rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri, di Banca Mondiale, Cassa Depositi e Prestiti, Banca d’Italia e dirigenti di aziende di rilievo nazionale e internazionale come Eni, Enel, Telecom, Salini Impregilo, Vuetel, CNH Industrial, Ruralset Srl, Rovatti Pompe, MA AG, Gruppo Marzotto, Adele Dejak, AltaRoma, Waza Wazi.